Un mese e mezzo in Afghanistan

Un mese e mezzo in Afghanistan

La prima donna soldato ferita in Aghanistan si racconta

Cristina Buonacucina

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Dettagli

Quella del Caporale Maggiore Cristina Buonacucina è una storia che lascia il segno. Etichettata dai media come "La prima soldatessa italiana ferita in Afghanistan", Cristina in questi anni ha convissuto in silenzio, lontana dai riflettori, con il dolore per la perdita dei compagni Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio e con la consapevolezza, di essere profondamente cambiata. Nel fisico ma soprattutto nell’animo. Oggi Cristina è una donna nuova. Una donna che si divide fra casa e fisioterapia. Una donna che, nonostante tutto, rifarebbe il suo lavoro. Per sé stessa e per la popolazione afghana. A distanza di quattro anni ha deciso di raccontarsi a Paola Chiesa e lo ha fatto in tutta sincerità, dimostrando che la speranza può nascere anche dalla sofferenza.

 

Il curatore

Paola Chiesa (Pavia, 1979) insegna Storia e Letteratura Italiana. A partire dal 2007 pubblica per Guardamagna tra gli altri Verificato per censura. La censura militare nella corrispondenza milanese (2008), Casteggio: 1940-1945 (2010). Per Mursia ha pubblicato Carissima Famiglia. La Croce Rossa e le lettere dei prigionieri di guerra milanesi 1940-1946 (2009), Dio e Patria. I Cappellani Militari lombardi nella Seconda Guerra Mondiale (2011) e per ABEditore “Ci troveremo al paradiso”. 1941-1943: lettere dal fronte russo (2012), “Verrà pure quel giorno”. Lettere e testimonianze dai campi inglesi dimenticati: Africa, Australia, India (2013). Per lo stesso editore ha firmato l’introduzione di Luca Sanna: Un angelo in grigioverde (2012) scritto da Antonio Sanna in memoria del figlio caduto in Afghanistan.

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