Non ho dubbi

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Vincenzo Gallucci e il primo trapianto di cuore in Italia

Storia di un cardiochirurgo e delle sue battaglie

G. Natoli

20,00€

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Dettagli

Gianfranco Natoli ricostruisce attraverso inedite testimonianze e documenti d’epoca, la vita meravigliosa di Vincenzo Gallucci, padre della cardiochirurgia italiana.

Un romanzo storico, ricco di aneddoti, che svela e porta alla luce le tante sfaccettature di un grande protagonista di un’Italia che
oggi sembra non esistere più. Tante le storie, i dolori umani, le speranze, i retroscena, le miopie politiche, che hanno poi, comunque, portato al primo trapianto di cuore in Italia e alla successiva costruzione, tra lotte di potere e gelosie, del Centro di Cardiochirurgia di Padova.
Una lunga cavalcata attraverso il Novecento, il Secolo Breve reso migliore dalla passione, dal coraggio, dal rigore, dall’amore e dal rispetto verso il malato del medico e dello scienziato mantovano che a Padova tra mille difficoltà e ostacoli è riuscito a realizzare un sogno che si è poi infranto lungo un guard-rail dell’autostrada Milano-Venezia.

 

L'Autore

Gianfranco Natoli giornalista professionista al Gruppo Finegil e scrittore; vice presidente della Stampa Medica Italiana; membro della International Society for the History of Medicine; Soprintendente della Commissione per la Conservazione e la Valorizzazione del patrimonio storico, architettonico, artistico e librario dell’Azienda Ospedaliera di Padova e dell’Usl 16 di Padova; insegnante di giornalismo e comunicazione al Conservatorio di Stato “Cesare Pollini” di Padova. Autore di numerose opere a carattere storico, ha realizzato mostre su incarico del Comune di Padova. Una sua commedia, Quella notte sulla luna nel 1999 è stata presentata in prima mondiale nella storica villa Grimaldi Valmarana di Noventa Padovana dalla compagnia Gli Attori di Palcoscenico. È stato tedoforo alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006. È Cavaliere al Merito all’Ordine della Repubblica Italiana.

Vincenzo Gallucci (1935-1991) cardiochirurgo, autore del primo trapianto di cuore in Italia, nasce a Ferrara il 1 novembre 1935. Il suo maestro è il professor Massimiliano Aloisi, illustre patologo, che da subito comprende le grandi qualità del giovane Vincenzo, laureatosi all’Università di Modena nel 1959 con pieni voti assoluti e la lode. Agli inizi degli anni Settanta, Gallucci, si trasferisce negli Stati Uniti dove collabora con i più grandi cardiochirurghi dell’epoca. L’avventura americana dura cinque anni e si tratta di un periodo esaltante che gli permette di fare grande pratica, conseguire nuove conoscenze e affermarsi definitivamente, riuscendo a conquistare un prestigio internazionale che lo accompagnerà per tutta la vita. Spinto dall’amore per la sua Italia, Vincenzo Gallucci rientra a Padova nel 1969 dove trova un mondo accademico ancora legato a vecchi schemi che nulla hanno a che vedere con le qualità del singolo, con le capacità del chirurgo, con la sua preparazione, lo studio e l’innovazione. Nonostante le difficoltà, però i risultati che ottiene sono eccezionali, diventando ben presto un punto di riferimento per tutta la cardiochirurgia italiana. È il primo, nel 1978, a chiedere l’autorizzazione per poter intraprendere la strada dei trapianti. La lunga attesa si conclude il 14 novembre 1985 con il primo trapiando di cuore in Italia. I suoi sogni, così come gran parte del futuro della Cardiochirurgia italiana andranno a infrangersi la sera del 10 gennaio 1991, tra Verona Est e Verona Sud, contro un guard-rail dell’autostrada Milano-Venezia. Muore l’uomo e un punto di riferimento illuminante.

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